Sollicciano


IL CARCERE DI SOLLICCIANO HA RAGGIUNTO 1001 DETENUTI



ben oltre la capienza di 700 posti
- quasi 2/3 per reati legati alla droga
- 1/3 tossicodipendenti



Comunità dell’Isolotto, Associazione Pantagruel, Gruppo carcere Le Piagge,
Associazione Fuori Binario, Movimento di Lotta per la casa, Associazione Liberarsi,
perUnaltracittà, Associazione per la sinistra unita e plurale, Cpa Firenze sud,
Collettivo Politico Scienze Politiche, Unione degli Studenti

presentano


Voci dal carcere di Sollicciano

dossier sul carcere fiorentino di Sollicciano
scaricabile in PDF, in allegato in fondo alla pagina


Dopo le proteste iniziate il 18 agosto, le iniziative di alcune associazioni, le denunce
del Garante dei diritti dei detenuti del comune di Firenze, la situazione all’interno di
Sollicciano è sempre più esplosiva e le violazioni dei diritti umani più elementari
sono costanti:
- si è raggiunta la soglia dei 1.000 detenuti, a fronte di una capienza di 460 posti
- viene violato costantemente il diritto alla salute e alle cure mediche anche per i
detenuti con gravi patologie e le condizioni igienico-sanitarie sono sempre più
critiche
- pochissimi sono i detenuti ammessi al lavoro interno, anche per l’impossibilità per
gli stranieri senza permesso di soggiorno di ottenere il codice fiscale
- pochi detenuti possono accedere ai servizi educativi ed alle attività sociali: tra questi
nessuna donna (le detenute sono escluse con la giustificazione che “sono poche”
nonostante siano oltre un centinaio)
- non ci sono iniziative specifiche per i detenuti tossicodipendenti (il 38% dei detenuti
a Sollicciano) e per favorire il loro trasferimento in strutture specializzate
- limitato è l’accesso alle misure alternative alla detenzione, come denunciato dai
detenuti stessi.
Il perdurare di questa situazione, che prevedibilmente andrà ad aggravarsi per la
recente approvazione del pacchetto sicurezza, rende necessaria una presa di posizione
della città di fronte al problema, da parte di quanti vogliono evitare che Sollicciano
rimanga una realtà isolata e ritengono che la difesa dei diritti umani fondamentali
delle persone detenute coincida con la difesa dei diritti sociali di ognuno di noi.
Per questo vogliamo dare voce ai detenuti stessi che attraverso due documenti
della propria Commissione, ed alcune testimonianze personali, hanno formulato
le loro richieste e proposte per eliminare il sovraffollamento e chiedere il rispetto
di leggi in vigore.
Nel primo di questi documenti i detenuti hanno anche chiesto che una loro
delegazione venga autorizzata ad incontrare direttamente i giornalisti. Di questa
richiesta è probabile che i giornalisti non siano mai venuti a conoscenza: rendendola
pubblica intendiamo sostenerla e chiediamo ai giornalisti di attivarsi perché questo
incontro possa avvenire.
Firenze, 30 settembre 2009




volantino 21/8/2009:


"Sollicciano: una parte della città abbatte i silenzi ed è solidale con i detenuti in lotta e le loro famiglie".

Le proteste dei detenuti del carcere di Sollicciano hanno ricordato a tutti, alle forze politiche e ai cittadini di Firenze, che con i soldi delle nostre tasse e in violazione palese dell’art. 27 della Costituzione, cittadini come noi, più della metà dei quali in attesa di giudizio, vengono costretti in condizioni disumane.

La popolazione carceraria, composta ormai per il 70% da detenuti extracomunitari e da molti tossicodipendenti, è da molti anni rassegnata, poco politicizzata e si tiene lontana dalle proteste. La mobilitazione iniziata il 18 agosto e tuttora in corso è il segno che ogni limite è stato superato: per ammissione della stessa direzione del carcere le proteste sono state originate da richieste legate alla mera sopravvivenza: proteste contro il pane ammuffito, per poter fare la doccia la domenica, per poter accedere più spesso al campo sportivo, avere materassi decenti, poter contattare telefonicamente i propri familiari.

Si tratta di condizioni minime di sopravvivenza per persone che sono costrette nelle celle 22 ore al giorno, alimentate (a Sollicciano) al costo giornaliero di 1,53 euro, ristrette in condizioni che la Corte di Giustizia europea ha definito, nella recente sentenza sul caso del detenuto bosniaco che ha scontato la sua pena per 18 ore al giorno in uno spazio inferiore ai 3 metri, come “trattamenti inumani e degradanti”. Questa situazione dovrebbe far riflettere la politica e tutti noi sul senso dell’istituzione carcere: che rapporto potranno avere in futuro con la società persone che, affidate alla responsabilità dello Stato, sono costrette a vivere in condizioni di questo tipo? Quante possibilità ci sono che non tornino a delinquere?

Ricordiamo ancora che il carcere fiorentino è stato costruito per 460 persone e che ora ne ospita più del doppio, ammassate in 3/4 nelle celle singole, in 9 nelle celle da tre posti, con pochi educatori e scarso accesso al lavoro e ad altre attività. A Sollicciano ci sono stati molti suicidi e diversi detenuti sono morti per i ritardi nell'assistenza sanitaria o in circostanze non chiarite. Qui spesso l'autolesionismo è l'unico mezzo, per i detenuti, per affermare la propria esistenza; sono stati frequenti i pestaggi sistematici, regna la violenza ed è massiccio l’uso di psicofarmaci.

Nei giorni scorsi, nell'ambito dell'iniziativa "Ferragosto in carcere", molti parlamentari e consiglieri regionali hanno visto direttamente la situazione vergognosa nella quale sono tenute nelle carceri italiane oltre 65.000 persone. Per essere conseguenti ora dovrebbero smettere di usare la "sicurezza" come uno strumento di propaganda politica; dovrebbero abolire la legge Bossi-Fini, la legge Fini-Giovanardi, la ex-Cirielli e la recente legge Maroni, che contribuirà a far affluire inutilmente gente nelle galere aggravando il sovraffollamento. Dovrebbero fermare l'inutile spreco di soldi e la speculazione del "piano carceri", puntando invece sulle misure alternative alla detenzione (le sole che evitano le recidive), sulle politiche sociali, sull'immediata abolizione degli OPG e delle carceri minorili.

Sosteniamo le richieste dei detenuti e ci impegniamo a riportare l'attenzione sulla questione carcere, coinvolgendo la città in una questione sociale che Firenze deve vivere come prioritaria perché tocca i diritti umani fondamentali delle persone detenute e i diritti sociali di ognuno di noi.

Comunità dell’Isolotto, Ass.ne Pantagruel, Gruppo carcere Le Piagge, Ass.ne Fuori Binario, Ass.ne L’Aurora, Movimento di Lotta per la casa, Ass.ne Liberarsi, Perunaltracittà, Ass.ne per la sinistra unita e plurale, - Firenze, 21 agosto 2009







Comments